Fireball malware, la polizia cinese arresta 11 hacker

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La polizia cinese ha arrestato 11 hacker accusati d’aver sviluppato e distribuito Fireball, un malware-adware che ha infettato, secondo i ricercatori della Check Point, oltre 250 milioni di computer ed almeno il 20% delle reti aziendali in tutto il mondo.

fireball

Un’operazione di hacking gestita dalla Rafotech, una società di marketing digitale con base a Pechino, che in pochi anni è riuscita a guadagnare oltre 11 milioni di dollari.

La polizia cinese ha arrestato 11 persone sospettate d’aver sviluppato e diffuso Fireball, un malware-adware che ha infettato almeno 250 milioni di computer e il 20% delle reti aziendali in tutto il mondo.

Fra le persone finite dietro le sbarre figurano anche il presidente della società, il direttore tecnico e il direttore delle operazioni commerciali.

Lo scorso giungo la società di sicurezza israeliana Check Point aveva pubblicato sul proprio sito un’analisi sul malware-adware ed aveva scoperto che Fireball era in grado di cambiare la home page dei browser e di sostituire il motore di ricerca che normalmente viene usato (Google, Yahoo, Bing…) con uno creato ad hoc dall’azienda cinese.

Lo scopo era quello di dirottare i computer infettati verso siti gestiti dalla stessa società cinese e guadagnare soldi attraverso le visualizzazioni degli annunci pubblicitari presenti nelle pagine internet.

Secondo l’analisi della Check Point, degli oltre 250 milioni di computer infettati in tutto il mondo, almeno 25 milioni (il 10%) erano stati individuati in India mentre in Brasile l’infezione era arrivata al 9,5% pari a circa 24 milioni di computer infettati.

Nella classifica stilata dai ricercatori israeliani figura anche il Messico con 16,1 milioni di dispositivi infettati, l’Indonesia con 13,1 milioni e gli Stati Uniti con 5,5 milioni di computer attaccati dal malware.

Al momento il sito web della Rafotech risulta irraggiungibile.

Per capire se si è stati infettati da un adware è sufficiente eseguire alcune semplici verifiche:

  • Verificate se la pagina principale del browser è quella impostata da voi
  • Verificate se la pagina principale del browser è facilmente modificabile
  • Verificate se il motore di ricerca (Google, Yahoo, Bing, Virgilio…) è quello che normalmente usate e, in caso contrario, se lo stesso è facilmente modificabile
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