Attacchi informatici a multinazionali: arrestato uno studente di 18 anni

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Jack Chappell, studente inglese di 18 anni del West Midlands, è accusato d’aver fornito strumenti e supporto ad un gruppo di hacker durante una serie d’attacchi informatici, di tipo DDoS, ai danni di diverse aziende multinazionali.

attacchi informatici
Attacchi informatici: arrestato un 18enne inglese di Stockport

Ieri 4 luglio, presso il tribunale di Manchester, si è tenuta l’udienza preliminare del processo contro Jack Chappell. Il giovane 18enne di Stockport è considerato dagli inquirenti come il filo conduttore riguardo una serie di attacchi hacker di tipo DDoS ai danni di diverse aziende multinazionali.

Un DDoS (Distributed Denial of Service) è un tipo d’attacco usato dai cyber-criminali formato da due fasi.

Durante la prima fase vengono infettati con dei malware un numero elevato di computer. Questi computer, chiamati in gergo zombie, entrano a far parte di una botnet la quale servirà agli hacker per inondare di dati i server che andranno a colpire.

Nella seconda fase l’enorme richiesta di connessione non riuscirà ad essere gestita in maniera adeguata dai server, a questo punto i siti presi di mira dai cyber-criminali andranno in off-line risultando non più accessibili.

Lo studente, insieme ad un cittadino americano, è anche accusato di riciclaggio di denaro.

Nel mirino degli hacker sono finiti colossi come Netflix, Amazon, T-Mobile ma anche la BBC, Virgin Media, la NatWest (la principale banca commerciale inglese) e l’NCA (National Crime Agency inglese).

Un’operazione di hacking ritenuta dalla CCU (Cyber Crime Unit) del West Midlands come una fra le più dannose e complesse degli ultimi 5 anni.

Durante tutte le fasi d’indagine, la Cyber Crime Unit inglese è stata affiancata dalle sezioni investigative per i crimini informatici dell’FBI, European Cybercrime Centre (Europol) e della National Cyber Unit, l’unità nazionale per i crimini informatici israeliana.

La seconda udienza del processo è prevista per il prossimo 26 luglio presso il Manchester Crown Court.

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