Intelligence israeliana scopre piani terroristici dell’Isis: notebook-bomba su voli commerciali

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Secondo l’intelligence israeliana l’Isis preparava attentati terroristici: notebook-bomba su voli commerciali.

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Isis, l’intelligence israeliana conferma il pericolo di notebook-bomba a bordo di aerei durante i voli commerciali.

La notizia è apparsa sul New York Times di lunedì scorso. L’intelligence israeliana ha scoperto che in Siria alcune cellule terroristiche dell’Isis stavano preparando nuovi attentati con notebook-bomba da far esplodere durante dei voli commerciali.

Un’operazione d’intelligence anticipata “maldestramente”, lo scorso 10 maggio, dal presidente americano Trump durante un incontro alla Casa Bianca con il Ministro degli Affari Esteri russo Sergei Lavrov, e con Sergey Kislyak ambasciatore russo negli Stati Uniti.

Sull’accaduto l’ambasciatore israeliano negli States, Ron Dermer, ha rilasciato una dichiarazione dove afferma che Israele ha piena fiducia nel rapporto di “intelligence-sharing” con gli Stati Uniti. È infatti convinto che questo rapporto di condivisione d’informazioni con l’intelligence americana continuerà a produrre effetti positivi anche sotto l’amministrazione Trump.

Lo scambio d’informazioni fra le due intelligence su possibili atti terroristici per mezzo d’ordigni nascosti all’interno di computer portatili, ha convinto l’amministrazione americana ad intraprendere misure restrittive riguardo il divieto di portare nelle cabine degli aerei qualsiasi dispositivo elettronico più grande di uno smartphone.

Lo scorso marzo l’amministrazione Trump aveva disposto tale divieto su tutti i voli verso gli Stati Uniti provenienti dagli aeroporti internazionali di Libano, Egitto, Giordania, Arabia Saudita, Tunisia, Turchia, Kuwait, Marocco, Qatar. Analoga restrizione sarebbe stata poi adottata anche dal governo inglese di Theresa May.

In un report apparso lo scorso 25 maggio sul quotidiano americano Politico, e riportato all’interno di questo mio articolol’amministrazione Trump starebbe prendendo in seria considerazione la possibilità d’estendere il divieto anche per tutti i voli provenienti dall’Unione Europea. Una notizia non smentita del tutto dal generale John F. Kelly capo del DHS (Department of Homeland Security), visto che lo stesso Dipartimento per la Sicurezza Nazionale ha dichiarato che al momento l’ipotesi viene solamente accantonata, ma non scartata.

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