Spagna: multata Facebook per violazioni delle norme sulla privacy

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L’Agenzia spagnola per la protezione dei dati (AEPD) ha inflitto una multa di 1,2 milioni di € al colosso americano per violazioni della norme sulla privacy. 

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Un’attività considerata illegale e che costituisce una gravissima violazione della legge spagnola sulla protezione dei dati (LOPD).

L’AEPD ha scoperto che, durante la navigazione, Facebook raccoglie dati sensibili dell’utente (credenze religiose, sesso, ideologia) attraverso l’interazione con i propri servizi o attraverso pagine di terze parti senza informare chiaramente l’utente su come e per quale scopo verranno in seguito utilizzati i dati raccolti.

L’AEPD afferma inoltre che i dati personali dei propri utenti vengono raccolti senza un loro “esplicito consenso” condividendoli successivamente con inserzionisti e servizi di marketing.

Inoltre, secondo l’Agenzia spagnola per la protezione dei dati, la politica di privacy di Facebook contiene “termini generici e poco chiari” e non “raccoglie in modo adeguato il consenso dei suoi utenti o dei non utilizzatori”.

La multa di 1,2 milioni di euro è stata inflitta al colosso americano per aver violato 3 norme della legge sulla privacy

  • 600.000 euro per aver raccolto senza un esplicito consenso degli utenti dati riguardanti la credenza religiosa, il sesso e l’ideologia
  • 300.000 euro per aver “monitorato” le persone attraverso l’utilizzo di “social plug-in” e di pulsanti “Like” incorporati in altre pagine web non-Facebook senza un esplicito consenso degli utenti.
  • 300.000 euro per la mancata eliminazione dei dati raccolti una volta terminato l’utilizzo. L’azienda infatti “conserva i dati raccolti utilizzandoli più volte associandoli allo stesso nome dell’utente”.

Dopo aver appreso la notizia i vertici della Facebook Inc. hanno voluto diramare una nota ufficiale

“Non siamo d’accordo con la decisione presa dall’AEPD in quanto, pur rispettandola, non la riteniamo corretta. Intendiamo appellarci contro questa decisione. Gli utenti possono scegliere quali informazioni vogliono aggiungere al proprio profilo e se condividerle con altri, come ad esempio la propria religione. Tuttavia noi non utilizziamo mai queste informazioni per mettere in atto campagne pubblicitarie mirate”.

Non è certo un buon periodo per il colosso americano. Lo scorso maggio un Ente governativo francese, la CNIL, aveva inflitto a Facebook Inc. una multa pari a 150.000 euro, anche in quell’occasione gli erano stati contestati reati riguardo la violazione delle norme sulla privacy.

Nell’ordinanza la CNIL metteva in evidenza, fra l’altro, la mancata adozione da parte della Facebook Inc. di tutte quelle misure atte a garantire la sicurezza dei dati personali degli utenti come, ad esempio, il rafforzamento della solidità delle password degli account.

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