Telegram rispetterà le leggi russe, ma nessun dato utente verrà condiviso con il governo

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Dopo le pressioni ricevute dal governo russo, il creatore di Telegram ha deciso che registrerà l’app di messaggistica presso il Roskomnadzor.

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Telegram rispetterà le leggi russe, ma la privacy degli utenti verrà tutelata

Pavel Durov, il creatore dell’app di messaggistica, alla fine ha dovuto cedere alle pressioni del governo russo e sarà costretto a registrare Telegram al Roskomnadzor (l’ente federale russo per il controllo delle telecomunicazioni) per non voler danneggiare gli oltre 6 milioni di utenti russi che utilizzano questo social network.

Ma nessun dato verrà condiviso con nessun governo, assicura Durov, questo per rispettare la privacy degli utenti che utilizzano Telegram.

La motivazione di vietare l’utilizzo del social network sul territorio russo, qualora Durov non avesse regolarizzata la sua posizione, è stata resa pubblica dai servizi segreti russi attraverso una nota secondo la quale, lo scorso 3 aprile, gli attentatori nella metro di San Pietroburgo per comunicare tra di loro erano ricorsi proprio a Telegram.

Telegram oltre ad essere una chat, offre ai propri utenti un servizio di conversazioni cifrate di tipo end-to-end (quindi una conversazione non decifrabile fra due o più apparecchi), che consente la cancellazione immediata, anche lato server, di ogni singolo dato passato attraverso l’applicazione.

La legge sui dati personali entrata in vigore in Russia nel settembre 2015 vuole proteggere i cittadini russi dal rischio di azioni di spionaggio legate ad agenzie straniere come ad esempio l’americana National Security Agency (NSA) o l’inglese GCHQ (Government Communications Headquarters).

Inoltre la legge obbliga tutte le aziende che operano all’interno dei confini russi a memorizzare i dati personali dei cittadini all’interno dei confini del Paese.

Una legge non rispettata da LinkedIn (Microsoft) che l’aveva vista condannare, nel novembre dello scorso anno, da un tribunale di Mosca per non aver rispettato le leggi in materia di protezione dei dati con il conseguente divieto d’utilizzo sull’intero territorio russo.

Dal 1° gennaio 2017, con un correttivo alla legge, il governo russo ha introdotto una novità.

Alle aziende corre l’obbligo della conservazione dei dati per un periodo non inferiore i 6 mesi. I server, dove vengono memorizzate le conversazioni, dovranno risiedere fisicamente sul suolo russo.

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